Vecchio fenile su due piani ristrutturato secondo i canoni architettonici dei primi anni del ‘900. Ubicata nel settore terminale del centro storico, la “casa sulla rupe” si sviluppa su due piani differenti impostando le sue radici su una grotta scavata a mano in tempi remoti.
La struttura arroccata sulla rupe rialza il “piano terra” di parecchi metri rispetto al declivio della valle sottostante. Un saloncino si raccoglie attorno al vecchio camino, mentre sul lato opposto è strutturato l'angolo cottura con il piano di lavoro rivestito da “tozzetti” di Vietri. Il pavimento di mattoni di cotto fatti a mano nell'antica fornace a legna di Mazzano, prosegue naturalmente verso l'esterno con un piccolo balcone proteso verso valle, dove è abitudine consumare l'aperitivo del tramonto.
Sul lato settentrionale del “piano terra” un terrazzo di una quindicina di metri quadri e soleggiato per tutto l'arco del mattino, guida verso l'ingresso ufficiale della casa.
Dal piano terra una scala in legno porta al piano superiore il cui pavimento è interamente rivestito da tavole di quercia lucana, mentre il soffitto è strutturato con “pianelle” e travi in castagno. La camera da letto è quasi interamente occupata da un gran letto a due piazze che si affaccia sulla valle attraverso un'ampia finestra con infissi di castagno. Nel primo mattino si può comodamente assistere al sorgere del sole senza alzarsi dal letto, mentre nelle notti di plenilunio la luce della luna che sorge dal bosco di fronte alla rupe illumina a giorno l'intero ambiente.
Il bagno dispone anch'esso di un'ampia finestra e di un arredamento caldo e vagamente arabeggiante, influenzato dalla lunga permanenza del padrone di casa nei paesi delle mille e una notte.
Un breve percorso esterno conduce all'antica grotta posta alla base della rupe il cui ingresso è sbarrato da un solido portone in legno munito di rumoroso chiavistello; una volta abitazione di draghi e fantasmi, è ora sede ora di una nutrita raccolta di vini.